BIOGRAFIA di
GIORGIO CELLI


 

"Se il Paradiso esiste è giusto che sia popolato di animali.
Ve lo immaginate un Eden senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il belare delle caprette e l'apparire del buffo e curioso musetto di un coniglio?
Di sicuro nel mio Paradiso ideale non possono non echeggiare miagolii da ogni angolo.
Il festoso abbaiare di cani che giocano finalmente sereni."

 

Biografia di GIORGIO CELLI
da Wikipedia
Giorgio Ruggero Celli (Verona, 16 luglio 1935 - Bologna, 11 giugno 2011) è stato un politico, entomologo, scrittore, etologo, docente universitario, conduttore televisivo, autore teatrale italiano.
Era padre di Davide Celli.

Attività scientifica
Dopo la laurea in Scienze Agrarie, presso l'Università di Bologna, inizia come assistente, frequentando spesso, per i suoi studi, la foresta di Campigna, nell'Appennino forlivese, per diventare poi docente all'Università di Bologna, presso la quale ha diretto l'Istituto di entomologia Guido Grandi.
Come entomologo ha studiato le api sia sul versante della ricerca ecologica, come possibili indicatrici del livello di inquinamento da fitofarmaci e da piombo, sia sul versante etologico, studiando alcuni aspetti della loro percezione visiva e delle loro capacità di apprendimento.

Come ecologo ha dedicato il suo interesse sull'ecologia degli agroecostistemi, interessandosi ai metodi di contenimento biologico delle popolazioni di insetti nocivi.
In questo contesto ha creato un centro, unico in Italia, nella quale vengono prodotti insetti utili alla lotta biologica ai fitofagi, e due centri di ecologia applicata che si occupano del controllo delle popolazioni di zanzare nelle zone umide e paludose.
Ha pubblicato più di 200 contributi scientifici su riviste nazionali ed internazionali.
Con il progetto di creazione della nuova area espositiva del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, gli viene affidata la direzione scientifica per l'allestimento del nuovo spazio dedicato alla storia della vita sulla Terra, che verrà inaugurata nel marzo 2012.
Celli si interessa anche di letteratura, partecipando assiduamente, sin dalle prime edizioni alla rassegna "Poesia e natura nel Parco", organizzato dal centro culturale "L'Ortica" di Forlì: unisce così l'amore per la natura e quello per la poesia.
Il 10 maggio 2011 decide di ricoverarsi per un intervento chirurgico al Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna.
Dopo tre giorni in terapia intensiva contrae due infezioni, prima Candida tropicalis e subito dopo Klebsiella pneumoniae Carbapenemi-resistente.
Da allora erano i macchinari a tenerlo in vita. Muore l'11 giugno 2011

Letteratura e cinema
Da sempre Giorgio Celli ha affiancato l'attività di scienziato a quella di scrittore: membro del Gruppo 63, è stato autore di numerosi romanzi, soprattutto gialli, nella cui ambientazione emerge quasi sempre la sua cultura scientifica e il suo amore per gli animali, in particolare per i gatti:

«I gatti sono stati i miei maestri di etologia. Maestri senza parole ma con gesti trasparenti; ed io, a poco a poco, sono diventato un loro ammiratore e loro complice.»

È stato anche autore teatrale e di poesie.
Nel 1975 ha vinto il Premio Pirandello con l'opera Le tentazioni del professor Faust, e sue pièces sono state rappresentate al Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Al cinema ha recitato per Pupi Avati in La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone (1975) e in altri lungometraggi.
In televisione ha condotto il programma di divulgazione Nel regno degli animali.
Nel 1986 ha inoltre curato l'audiovisivo "Arte e biologia nel Novecento" per la sezione "Arte e scienza" della Biennale di Venezia.

Politica
Ha avuto anche incarichi politici come parlamentare europeo dal 1999 al 2004 nel gruppo Verdi Europei - Alleanza Libera Europea. Inoltre, sempre per il partito dei Verdi e sempre nello stesso periodo, è stato consigliere comunale a Bologna, città nella quale viveva.

Opere
Narrativa
- "La vita segreta dei gatti", 2015 Il Saggiatore,
- "Il parafossile", Feltrinelli, 1967
- "Sotto la quercia", Feltrinelli, 1992
- "Dio fa il professor"e, Bollati Boringhieri, 1994
- "Gatti, gatti e altre storie", Muzzio, 1995
- "Come le vespe d'autunno", Marsilio, 1995
- "Il gatto di casa: etologia di un'amicizia", Muzzio, 1997
- "Come fu ucciso Umberto Eco e altri piccolissimi omicidi", Piemme, 2000
- "Gatti & supergatti", Piemme, 2000
- "Il condominio dei gatti", Piemme, 2003
- "L'avvocato degli animali... e del cane", Perdisa, 2005
- "Morte nei boschi" (con Costanza Savini), Mursia
- "La faccia della Medusa", Perdisa, 2007
- "Destini" (con Costanza Savini), Mursia, 2007
- "Il gatto del ristorante cinese", Morganti editori, 2007,
- "Il gatto allo specchio", Morganti editori, 2008,
- "Il gatto del Rettore", Morganti editori, 2011,
- "Gatti in giallo", Morganti editori (antologia postuma), 2011,

Poesia
- "Il pesce gotico", Geiger, 1968
- "Morte di un biologo", Duchamp, 1969
- "Prolegomeni all'uccisione del Minotauro", poema in prosa, Feltrinelli, 1972
- "Versiverdi", La Corte, 1994,
- "Percorsi, raccolta completa delle poesie", Mantova, Sometti, 2006  
Fonti: wikipedia  

Citazioni
"[Socrate] pensava che l'uomo dovesse sì cercare se stesso, ma che potesse trovare la propria identità, tirate tutte le somme, solamente attraverso l'uomo.
Conosci te stesso come uomo, come creatura ineffabile completamente al di fuori, anzi al di sopra della natura."

"L'uomo [.] nasconde in sé il fantasma di una scimmia scambiata per un angelo."

"[... ] nel medioevo il gatto era considerato una creatura del demonio, e questa attribuzione malvagia dipendeva, io credo, da alcuni tratti del suo comportamento.
Per esempio, il gatto è l'animale silenzioso per eccellenza, e quando se ne va, avete l'impressione che si dissolva: era lì, che faceva ron-ron, e puff... è sparito nell'aria.
In realtà, il gatto va a caccia con il favore delle tenebre e, al contrario del cane, che è predone diurno, deve fare attenzione a non produrre il benché minimo rumore, che nel silenzio della notte si amplificherebbe mettendo il guardia la selvaggina.
Per questo il gatto ha le unghie retrattili, che si nascondono nella pantofola dei piedini consentendogli una marcia senza echi, mentre il cane ha gli unghioni vistosamente esibiti, perché tanto, di giorno, un rumore vale l'altro."

"Gli animali [.] non solo ci riguardano e costituiscono i nostri compagni di strada sul pianeta, ma sono in noi e noi in loro. Il DNA, dal microbo alla balena, dallo scimpanzé a Leonardo da Vinci, parla la stessa lingua molecolare, per cui dal punto di vista biochimico, tra tutti gli esseri viventi circola una «cert'aria di famiglia».
E questa circostanza biologica inconfutabile, che suffraga la teoria darwiniana che sia esistita l'evoluzione, e che, dopo tutto, gli esseri viventi derivino gli uni dagli altri, ha definitivamente rovesciato l'idea socratica che l'uomo sia specchio e spiegazione di se stesso, e ci ha suggerito come nel nostro passato, quando eravamo ancora degli animali [.], si nasconda, come un crittogramma da decifrare, il segreto della natura umana.
L'analisi freudiana deve essere così completata con l'analisi etologica e filogenetica, perché se noi siamo quello che siamo, siamo anche quello che eravamo, e in parte quello che continuiamo ad essere nello scimpanzé [.]." p. XVIII

 
   


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