BIOGRAFIA di
ROALD DAHL


 

"Gli adulti sono troppo seri per me. Non sanno ridere.
Meglio scrivere per i bambini, è l'unico modo per divertire anche me stesso."
 
"Non ho niente da insegnare. Voglio soltanto divertire. Ma divertendosi con le mie storie i bimbi imparano la cosa più importante: il gusto della lettura."

 

Scrittore per bambini? No, sarebbe troppo semplice classificarlo così, malgrado alcuni suoi libri siano letti da milioni di bambini in tutto il mondo.
Scrittore umoristico? Neanche questa definizione si attaglia del tutto a Roald Dahl capace, nei suoi libri, di tali sterzate ciniche o stranianti da lasciare sconcertati.
Forse "maestro dell'imprevedibile" è la definizione che più gli si addice.
Poco conosciuto fra quelli che consumano solo letteratura alta, chi si è accostato a lui ne ha subito fatto un autore di culto.
Sì, perché Roald Dahl, nato da genitori norvegesi il 13 settembre 1916 nella città di Llandaff, nel Galles, dopo un'infanzia e un'adolescenza segnate dalla morte del padre e della sorellina Astrid, consumato dalla severità e dalla violenza dei sistemi educativi dei collegi inglesi, è riuscito da solo a trovare le forze per andare avanti, ma ha anche saputo elaborare in una scrittura lieve, ma caustica quanto basta, le tragedie e i dolori del mondo.
Prima di diventare scrittore a tempo pieno Roald Dahl si è dovuto adeguare ai lavori più strambi.
Appena terminata la scuola superiore si trasferisce addirittura in Africa, presso una compagnia petrolifera.
Ma la Seconda guerra mondiale incombe e non risparmia, nella sua furia distruttiva, neanche lo sfortunato scrittore.
Partecipa in qualità di pilota d'aereo e scampa per miracolo ad un terribile incidente.
Combatte anche in Grecia, Palestina e Siria, finché le conseguenze dell'incidente non gli impediscono di continuare a volare.
Dopo il congedo Roald Dahl si trasferisce negli Stati Uniti e lì scopre la sua vocazione di scrittore.
Il primo racconto pubblicato è proprio una storia per bambini.
Periodo fecondo della sua vita, questo, condito da decine di aneddoti circa le sue strane abitudini. Una tirchieria patologica in primis ma anche il vezzo di scrivere chiuso in una stanza in fondo al suo giardino, avvolto in un sudicio sacco a pelo e sprofondato in una poltrona improbabile appartenuta alla madre.
Si dice che in questa sua stanza nessuno avesse mai potuto riordinare o fare pulizie, con le conseguenze che si possono immaginare.
Sul tavolo, una palla color argento fatta con la stagnola delle tavolette di cioccolata che mangiò da ragazzo.
Ma al di là degli aneddoti, restano i libri da lui scritti.
Nel 1953 sposa una celebre attrice, Patricia Neal, da cui avrà cinque figli.
La sua vita familiare però è sconvolta da una serie di terribili drammi familiari: dapprima il figlio neonato subisce una gravissima frattura cranica, in seguito la figlia di sette anni muore per le complicazioni del morbillo, infine la moglie Patricia è costretta sulla sedia a rotelle da un'emorragia cerebrale.
Nel 1990 la figliastra Lorina morirà per tumore al cervello, pochi mesi prima di lui.
Tornato in Gran Bretagna Dahl acquista una popolarità sempre più vasta come scrittore per bambini e, negli anni '80, grazie anche all'incoraggiamento della seconda moglie Felicity, scrive quelli che possono essere considerati i suoi capolavori:
- "Il GGG",
- "Le Streghe",
- "Matilde",
- "Boy",
- "Gli Sporcelli",
- "La fabbrica di cioccolato",
- "Il grande ascensore di cristallo".

E' stato anche sceneggiatore di film tratti dai suoi racconti.
Così "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato", del 1971 per la regia di Mel Stuart (tra gli attori interpreti: Gene Wilder, Jack Albertson, Ursula Reit, Peter Ostrum e Roy Kinnear), è una curiosa storia dove il proprietario di una fabbrica di cioccolato bandisce un concorso: i cinque bambini vincitori potranno entrare nella misteriosa fabbrica e scoprirne i segreti.
Roald Dahl ha scritto anche libri per adulti, racconti il cui tema centrale è la sofferenza che nasce dalla crudeltà, la sopraffazione e l'imbarazzo.
Ritiratosi in una grande casa di campagna, il bizzarro scrittore è morto il 23 novembre 1990 di leucemia.  
Fonti: Wikipedia, biografieonline.it  

 
   


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