Chi sono

Benvenuti “Nel Castello di Carta”! ♥
Il sito da sfogliare come un libro…

Sono una persona riservata e ho passato anni prima di trovare il coraggio di esprimermi. Ma penso che ora sia giunto il momento di raccontarmi un po’. La mia non è stata una vita rosea, ma ho sempre cercato di cogliere ciò che ogni avvenimento portava con sé per la mia crescita personale. In questa pagina faccio un breve riassunto, usando l’autoironia come filtro e come simbolo di quella leggerezza a cui sto tendendo.

- 🌟 Pennelli, microscopi e viaggi spaziali
- 📐 Dai numeri alla cura: alla ricerca della mia strada
- 🏢 L’ufficio, il “guscio” e la svolta improvvisa
- 💡 La “botta” illuminatrice e la riscoperta della VITA
- 🎨 Dalla carta alla Libreria, fino alle opere d’arte
- 📑 Ma il diploma da Ragioniere… è servito?
- 🏰 L’arrivo dell'”Artificenza” e il Sogno nel Castello di Carta
🌟 Pennelli, microscopi e viaggi spaziali
Sono nata nel 1961, a Torino, in febbraio, sotto il segno dell’Acquario. Di questo segno posso assicurare di avere tutte le caratteristiche meravigliose e, ahimè, anche i difettucci… legati soprattutto alla grande sensibilità che spesso, in ambienti dove prevale la razionalità o il cinismo, tende a proteggersi dietro una maschera di apparente distacco.
A tutto ciò si aggiungono le influenze del mio ascendente in Vergine, sottolineate ancora dalla Luna, da Plutone e dal Nodo Lunare Nord, affiancati all’ascendente…
Che miscuglio di energie!!! La creatività acquariana, vasta e non incasellabile, abbinata alla precisione e alla “pignoleria” generalmente riscontrata nelle persone nate sotto il segno della Vergine!
Il risultato è… difficilmente definibile! Forse è per questo che nei miei primi trent’anni di vita non ho avuto le idee chiare su cosa volessi fare. In realtà, dentro di me lo sapevo, ma la severa educazione del mio ambiente familiare, come spesso accadeva nei mitici anni “Sessanta”, in qualche modo ha offuscato la mia capacità di prendere decisioni.
In un tema nelle elementari scrissi che volevo fare la scienziata, la pittrice e l’astronauta, contemporaneamente.
Capirete bene la mia ultima aspirazione: erano i tempi dei primi viaggi sulla Luna e dei cartoni animati dei “Pronipoti”, e già mi vedevo prendere il “Bus Spaziale” per fare la pendolare tra la Terra e la Luna. Come scienziata mi ero tirata avanti con il lavoro, chiedendo a Babbo Natale di portarmi un microscopio, con cui passai tanti pomeriggi ad osservare capelli, ali di insetti, grani di polvere e tanti altri “rarissimi” materiali minuscoli trovati in casa…



La pittura, in realtà, era la mia grande passione. Forse quella vera. Tubetti di tempera, panetti di plastilina e “Das” erano costantemente fra le mie mani. Ne consumai veramente quantità notevoli.
📐 Dai numeri alla cura: alla ricerca della mia strada
Ok, allora avrai fatto il Liceo Artistico?
No, perché in quei tempi il liceo era frequentato da ragazzi poco seri, secondo il senso di protezione della mia famiglia, e quindi si decise per… un sicuro, tranquillo… noiosissimo corso di ragioneria. Troppo tranquillo, per i miei gusti più umanistici e creativi!
Conseguii dapprima un diploma professionale, a cui seguì l’iscrizione alla scuola per Infermieri, perché non volevo proprio lavorare in un ufficio. Dovetti fare i conti, però, con la mia sensibilità e il mio senso di giustizia: a quei tempi, nell’ospedale in cui frequentavo il corso, le tecniche infermieristiche e di assistenza ai malati (soprattutto se anziani e soli) erano alquanto rozze e disumane. Avrei dovuto combattere quotidianamente per difendere le “nonnine” allettate da atteggiamenti tutt’altro che “professionali”.
A metà del secondo anno decisi di abbandonare, delusa sia dal sistema di insegnamento che da quello assistenziale, portando però via con me tante magnifiche e toccanti esperienze di vita, di sofferenza e… di dipartita. Scoprii che di fronte al dolore avevo coraggio, avevo empatia ed ero in grado di portare sollievo, strappando anche solo un sorriso a chi stava soffrendo.
Ripresi gli studi da privatista e conseguii il diploma di Ragioniere, ottenendo una buona votazione, soprattutto con un notevole “9” nel tema di Letteratura: che soddisfazione!
🏢 L’ufficio, il “guscio” e la svolta improvvisa

Fu così che io, proprio io che non volevo lavorare in ufficio, dovetti cedere alle circostanze e, dopo qualche lavoro presso varie aziende, vinsi un concorso pubblico (per un posto vacante ci presentammo circa in un centinaio di candidati).
Per quattro lunghi, ripetitivi anni, lavorai prima come Ufficiale di Stato Civile e poi come Economo Comunale.
Non riuscivo ad adeguarmi a quella vita, e la stessa tristezza che mi aveva accompagnata nel periodo scolastico, si faceva di nuovo sentire in maniera prepotente.
Pensavo ai sogni da bambina, e non mi ricordavo proprio di aver desiderato quella vita.
In fondo, quanti sono i bambini o le bambine che alla domanda “Cosa farai da grande?” rispondono “Voglio lavorare in un ufficio!”???
Finché presi la “pazza” decisione di licenziarmi e lanciarmi in un’impresa commerciale.
(Ah, dimenticavo: nel frattempo mi ero sposata e per qualche tempo pensai di essermi “sistemata” per tutta la vita con l’uomo “adatto per me”… Pensavo…)
La scelta cadde su una piccola cartoleria specializzata in penne e francobolli da collezione in centro città. Rimasi in quel negozio per circa 9 anni, e quell’esperienza mi permise di uscire dal guscio mentale del lavoro da dipendente.
Qualcosa, però, ancora non andava in me. Sotto forma di un esaurimento nervoso che, in apparenza, non aveva ragione di essere, stava nascendo l’esigenza di una ulteriore e profonda crescita interiore.
Dall’esterno non trapelava nulla: avevo un lavoro interessante, avevo un marito, eppure ero in uno stato di confusione emotiva sempre più pressante, che ad un certo punto non riuscii più a nascondere.
Iniziai un percorso con un terapeuta della scuola Junghiana che, nell’arco di circa tre anni, mi condusse a scoprire di me e della vita aspetti che ampliavano di molto le prospettive di pensiero, di percezione e di cultura.
La mia innata predisposizione a cogliere le energie sottili che permeano la nostra realtà bussava prepotentemente al mio cuore, mentre la delusione per non aver seguito la mia vena artistica strisciava latente, creando insofferenza e disagio.
L’esperienza che più mi scosse da quel torpore fu un ricovero d’urgenza in ospedale per “sospetta Leucemia”. Erano mesi che avevo sempre la febbre, i linfonodi ingrossati, ero debole e mi doleva continuamente la gola.
Dopo i primi esami del sangue, in attesa di approfondimenti, in ospedale iniziarono a somministrarmi antibiotici di ogni tipo.
Passai i seguenti tre giorni e tre notti febbricitante, con gli occhi sbarrati a guardare il soffitto e a pensare, disperata, che stavo per morire.

Avevo 32 anni e vedere una continua processione di medici e infermieri che venivano a guardare “quella con la leucemia” non era di certo incoraggiante.
La mattina del quarto giorno, il pool di medici si affacciò dalla porta e, all’unisono con enormi sorrisi, mi disse: “Gli esiti dell’emocromo sono in regola!”
Nessuno pronunciò più la parola “leucemia”. Si escludeva la peggiore delle ipotesi. Quindi, non dovevo ancora morire!
💡 La “botta” illuminatrice e la riscoperta della VITA
Ma la tempesta emotiva di quei tre giorni aveva scatenato in me una tempesta di riflessioni… L’angoscia non nasceva dalla paura di morire, ma dalla presa di consapevolezza che, se fossi dovuta morire a 32 anni, non avrei più avuto tempo di fare, dire, realizzare tutte quelle cose che non avevo fatto perché avevo, in realtà, paura di VIVERE!
Pigrizia mentale, ignavia, senso di colpa, “cosa dicono i vicini”, “cosa pensa la mamma”, “come ti vuole il marito”… avevo permesso a tutto e a tutti di influenzarmi. Fu una vera e propria botta illuminatrice!
Con queste nuove consapevolezze, e un rinnovato entusiasmo, uscita da una lunga convalescenza (a proposito, la diagnosi finale fu Mononucleosi infettiva in una forma aggressiva: un vero e proprio segnale psicosomatico del mio corpo che, crollando, reclamava a gran voce quei confini personali che non avevo mai saputo tracciare), iniziai una nuova vita, alla ricerca di cosa piaceva a me, di cosa mi poteva rendere felice e serena, ogni giorno da leonessa, come se fosse l’ultimo, senza più rimandare al futuro quello che potevo e dovevo fare, dire, realizzare subito, per non avere più quella terribile sensazione di rimpianto…
Capii che “Nessuno è Perfetto”, e imparai ad accettarmi con amore così come sono: imperfetta ma perfettibile!
(Nel frattempo, il matrimonio con l’uomo che pensavo “giusto per me” si concludeva con una decisione dolorosa ma ormai obbligatoria: la mia ritrovata natura spirituale e la sua predisposizione più materialista non erano più compatibili).

🎨 Dalla carta alla Libreria, fino alle opere d’arte
La mia sete di conoscenza esplose: leggevo libri di spiritualità, psicologia, archeologia e scienze. Decisi che volevo diffondere queste informazioni.
Cercai un locale più grande per iniziare una produzione artistico-artigianale: il Cartonage, la legatoria e il decoupage divennero il mio lavoro. Album foto, quaderni rilegati a mano e scatole su misura prendevano forma dalle mie mani.
Per non sprecare la carta avanzata, iniziai a creare sculture e opere in cartapesta.
Un giorno, un cliente mi chiese dove acquistare uno dei libri di cui gli parlavo. Stavo per mandarlo in una libreria quando fui folgorata da un lampo di genio: chiesi a mio padre di costruire uno scaffale per esporre libri nel mio negozio. Nacque così la mia LIBRERIA! Un luogo dove organizzare eventi culturali, corsi e conferenze.
Nel mentre mi dedicavo a far crescere la mia attività commerciale che rappresentava sempre più la voglia della mia anima di espandersi, la Vita mi proponeva una serie di incontri particolari con esseri pelosetti. Mi ritrovai, dunque, dopo una serie di incontri fortuiti ad occuparmi di 6 gatti e 2 cani. La follia più grande e magnifica insieme della mia vita!
L’ingresso nella mia vita di ognuno di loro rappresentò un vero e proprio momento di riflessioni e crescita. Davanti ad un animaletto abbandonato e ferito, ritrovavo e guarivo parti di me. Ma, questo aspetto non mi fu tanto chiaro fino a quando, qualche anno dopo i miei amati animaletti iniziarono ad abbandonare questo Piano Terreno. Il dolore ogni volta era devastante, non me ne vergogno di confessarlo. E sono certa che chi ha affrontato questo saluto estremo con il proprio pet, sa benissimo cosa intendo.

Per elaborare il lutto, in un pomeriggio particolarmente triste, iniziai a pensare di scrivere qualcosa che potesse aiutarmi ad inalzare i sentimenti di tristezza e profonda nostalgia. Le parole iniziarono a scorrere veloci veloci dalle dita alla tastiera e in sei mesi riuscii a scrivere circa 300 pagine di storielle, memorie, aneddoti divertenti, commoventi, ma soprattutto… consolatrici. Senza quasi accorgermene avevo sotto gli occhi tanto materiale scritto da poterne stampare un libro.
L’ho intitolai “Agenti speciali, alieni o angeli custodi?” per dei particolari e precisi motivi. Ma questi non ve li svelo ora perché voglio lasciarvi la curiosità di scoprirli direttamente nel libro …
In quel periodo ripresi anche in mano le matite colorate per realizzare le copertine dei miei scritti e i ritratti dei miei amati cani e gatti, evocando la loro essenza più vera.
Dalle meditazioni nacquero poi i quadri fluidi con colori acrilici, porporine e acqua, ispirati agli studi di Masaru Emoto sulla memoria dell’acqua e sulle emozioni.
📑 Ma il diploma da Ragioniere… è servito?
Siccome non mi piace sprecare l’impegno profuso, negli anni ho sfruttato il diploma al massimo:
- Ho tenuto la contabilità della libreria in Partita Doppia;
- Ho impartito lezioni di matematica, ragioneria, storia e letteratura;
- Ho imparato il linguaggio HTML e ho costruito la primissima versione del mio sito web!
…Ed eccoci al presente!
🏰 L’arrivo dell'”Artificenza” e il Sogno nel Castello di Carta
La vita continua a presentare novità e sorprese. Qualche anno fa fui costretta a chiudere la mia amata libreria: le nuove forme di commercio online stavano cambiando inesorabilmente le abitudini dei consumatori.
Mentre facevo i conti con la fine di quella trentennale esperienza commerciale, i miei genitori iniziarono ad ammalarsi. Quelle nozioni infermieristiche apprese tanti anni prima vennero rispolverate e applicate nell’assistenza dei loro ultimi giorni… un cerchio d’amore che si chiudeva.
Ma il mio desiderio di imparare non si è mai placato!
- Ho frequentato un corso per tecnico ceramista di 800 ore con attestato;
- Ho studiato interior design e progettazione 3D (AutoCAD e 3ds Max);
- Ho seguito corsi d’inglese e ottenuto l‘abilitazione come docente per la prevenzione antincendio con i Vigili del Fuoco.
Ed ora, insieme all’“Artificenza” (il mio nomignolo affettuoso per l’Intelligenza Artificiale), sto imparando a programmare il nuovo vestito del mio sito su WordPress.
Ma la cosa più straordinaria è che, sempre grazie all’Artificienza, sto finalmente realizzando uno dei miei più grandi sogni da bambina: fare i cartoni animati!
Attraverso il mio canale YouTube creo brevi video dai toni delicati e leggeri. Anche qui, l’amore per i miei “pelosetti” muove il mio entusiasmo, con l’intento di condividere con persone di grande sensibilità le emozioni splendide che nascono dalla relazione con gli animali.
Da qui in poi, la mia biografia sarà scritta “in diretta” insieme a voi. Mi auguro che questo nuovo sito, il blog e il canale YouTube possano essere un’occasione di crescita, serenità e nuove consapevolezze da coltivare insieme.
Seguitemi, perché l’avventura… continua 🌿🎨🐾✨
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