Ottavo Capitolo – Il piacere è tutto mio!

Benvenuti nel Castello di Carta. Anche oggi vi lascio alle parole di Willy il Temerario, un “Cane di pura Razza Fantasia” che, in questo capitolo, ci svela la sua vera natura di lupo Alfa e la relazione che ha con la sua Umana. Una storia di profonda connessione e spiritualità animale dedicata a chi sa guardare oltre il velo della materia.

Certo che la vita è strana. Sei sempre stato convinto di essere un giusto, un duro, uno di quelli che sanno tutto del mondo. Poi, da un giorno all’altro, capitano cose, avvenimenti ed incontri che ti obbligano a ribaltare tutti i tuoi vecchi “credo”. Ad un tratto scopri che esistono mondi di possibilità che prima non avevi mai neanche sognato!
Ed eccomi lì, davanti a cinque felini, tranquilli e rilassati come se io non esistessi affatto, immobili nelle loro postazioni abituali. Io, invece, spostando lo sguardo da uno all’altro, tremavo come una foglia mossa da un vento di tempesta.
Il primo ad avvicinarsi fu Micky, quello rosso con i guanti e le calze bianche. Allungò il suo collo, accostò il suo nasino rosa scuro al mio annusandomi attentamente. Dopo qualche secondo, mentre io ancora stringevo gli occhi aspettandomi il peggio, lanciò un delicato miagolio strusciandosi con la schiena ingobbita sul mio fianco.
“Bravo Micky” – sentii dire dall’Umana decisamente contenta – “ Hai visto come è simpatico Willy?”
“Miaoooo” – aggiunse Micky, con un altro struscio contro di me.
Nonostante il mio stato di alta agitazione, mi parve di capire che gli fossi simpatico. Boh?!
Proprio io simpatico ad un gatto??? Neanche in un Universo Parallelo lo avrei mai contemplato!
Subito dopo si avvicinò l’altro gatto rosso e anche lui, allungando il collo, indagò olfattivamente su di me. Con minore confidenza e ostentando un bonario ma deciso cipiglio da leader, mi fece capire che, rispettando naturalmente le gerarchie, ci sarebbe potuto essere spazio anche per me.
Ma che sfrontato! Chi si credeva di essere quel Rufus? Stava, forse, per caso, cercando di farmi capire che lì dentro comandava lui?
Se solo ci fossimo trovati in un giardino, glielo avrei fatto vedere io chi comanda!
Mentre tutti questi bei pensieri da bullo di quartiere mi passavano per la testa, l’Umana sembrava soddisfatta dei primi risultati del suo esperimento sociale: i primi due test erano andati bene. Se mai avesse potuto leggermi nella mente, chissà se sarebbe stata ancora così contenta di me?
Ma l’esperimento non era ancora finito. Sempre un po’ tremante, rivolsi lo sguardo verso gli altri tre gatti che erano rimasti ad osservarmi da una postazione più arretrata. Nemmeno loro parevano spaventati dalla mia presenza, mentre cercavano con signorile distacco di cogliere la mia essenza profonda.
Un terzo gatto rosso, veramente grosso, mi fissava con i suoi enormi occhi verdi. Assomigliava molto a Rufus, ma aveva decisamente dimensioni più imponenti. Pareva però meno intraprendente dei primi due e forse un po’ più diffidente.
Mi diede comunque l’impressione che fosse inoffensivo e persino timido.
“Tigre”- così lo chiamò l’Umana con dolcezza – “questo è Willy! Non pensi anche tu che sia un cane simpatico ed educato?”
Beh, nessuno aveva mai detto di me queste cose, né tanto meno le pensavo io! Spietato, aggressivo, invincibile, affascinante, … ma simpatico ed educato, no, … non lo avevo mai sentito dire.
Mentre Tigre si accostava a me, mi accorsi di quanto fosse grande! Era alto quasi quanto me e le sue zampe sembravano quelle di un felinodella savana. Chissà quali spietati e taglienti artigli, pronti a scattare, nascondevano quelle paffute estremità!
Altre scosse di brividi corsero per la mia schiena sino alla punta della coda!
Spostai di nuovo lo sguardo e incrociai quello di una gattina molto elegante e raffinata, bianca con leggere sfumature rosa-arancio. Continuava a muovere i suoi profondi occhietti azzurri da me all’Umana e viceversa, ponendo silenziose domande e cercando rassicuranti risposte. Era così delicata che pensai subito che non poteva costituire di certo un pericolo. Evidentemente non conoscevo ancora abbastanza bene quei gatti… mai fidarsi delle apparenze. Infatti, la piccoletta era sì aggraziata e coccolona, ma anche il felino con l’istinto predatorio più sviluppato di tutti. Quante ne combinava! Ma non voglio fare “spoilier” proprio adesso sui prossimi capitoli, vi rovinerei le sorprese!!!
L’Umana si accorse che stavo puntando i miei occhi su di lei e colse l’occasione per presentarmela: “Willy, quella è Neve” – e aggiunse, questa volta rivolgendosi a me – “Non trovi che sia proprio carina?”
Ah sì, proprio uno schianto di gatta! Non vedevo l’ora di conoscere una gatta così!
Di nuovo un pensiero sarcastico attraversò la mia mente, anche se subito dopo me ne vergognai, nella speranza che l’Umana continuasse a non saper leggere i miei pensieri.
Perché, in realtà, era decisamente una bella creatura, con quelle due meravigliose acquemarine incastonate al posto degli occhi ed evidenziate da due orecchie piccoline sfumate di rosa… Ma era pur sempre un gatto e il mio pensiero si focalizzava sul potenziale pericolo nascosto dietro tutta quella apparente morbidezza: artigli affilati pronti ad affettare le mie parti più tenere!
Dal mio punto di vista, la situazione continuava ad essere imbarazzante e drammatica e non ero in grado di apprezzarne l’estetica.
Mentre ancora stavo valutando tra la bellezza degli occhi e il potenziale delle armi belliche in dotazione a quel felino, una strana sensazione mi colse: mi sentii addosso uno sguardo particolarmente intenso e mi sentii trapassare da parte a parte.
Mi voltai nella direzione da cui sentivo provenire il “flusso trivellante” e scoprii chi stava emettendo quel raggio laser che mi stava scandagliando millimetro per millimetro. I due grandi ed intensi occhi verdi circondati da un musetto multicolore, carichi di energia e consapevolezza, appartenevano ad una gatta che, dopo aver lasciato la sua poltrona preferita, stava attraversando la stanza senza distogliere il suo sguardo da me. La sua vista mi fece agitare ancora di più. Non capivo come mai la visione di quell’essere mi sconvolgesse tanto: appariva come un gatto come gli altri, ma la potenza energetica che emanava era diversa.
Avevo capito che Rufus era il capo politico, ma lei esercitava un magnetismo altrettanto forte e coinvolgente, come quello di una sacerdotessa sacra.
“Willy, ti presento Minnie” – l’Umana si affrettò a dire non appena si accorse che la mia attenzione era rivolta verso di lei.
“Lei è la capofamiglia, la prima che è venuta a vivere con me. Avrai modo di conoscerla e di scoprire quanto è buona e saggia!”
L’intenso sguardo di Minnie fu l’ondata che mi fece cedere alle emozioni che si erano accumulate dal momento che quella famosa porta era stata aperta. Per la prima volta mi mossi, avanzai lentamente verso di lei, mentre l’Umana vigilava da vicino ogni mia reazione, senza mai allentare la presa del guinzaglio … Arrivammo a pochi centimetri dalla gatta, che intanto si era seduta aspettando il mio arrivo.
Era così sicura di sé che per un attimo sperai fosse un cane come me … un cane dall’incredibile somiglianza con un felino! Perché no! Se fosse stato così non avrei avuto niente da temere da quell’incontro ravvicinato.
Allungai il collo per avvicinare il naso e indagare sul suo odore e… no! Quell’odore non era di un cane. No, no!
Era proprio il caratteristico odore di gatto, così forte da scatenare in me l’atavico istinto da implacabile “scaccia gatti”. Non riuscii più a trattenermi e, ad un tratto, scattai in avanti tentando di azzannarla!
Con mio immenso stupore, Minnie, invece di scappare, fu più lesta di me e mi assestò tre energiche zampate sul muso ma, tanta era la sua sicurezza, che non ebbe bisogno di tirare fuori le unghie.
L’accaduto era così strano per me che mi immobilizzai all’istante, stupito di me stesso ma soprattutto della calma e risoluta reazione di quella strana gatta.
Mi porse quindi sdegnata le terga e, con la coda dritta, si allontanò con un’aria scandalizzata e spazientita insieme.
Nello stesso istante, l’Umana si era già voltata verso di me con uno sguardo tale da avere potenzialmente la forza di incenerirmi – come se non fosse già bastato quello della gatta. Mi prese il muso tra le mani e, con voce allo stesso tempo decisa ed amorevole, mi disse:
“Non ti devi assolutamente permettere di fare del male né a Minnie né agli altri. Ricordati che ti voglio bene, ma loro sono arrivati prima di te e devi rispettarli.” – Con queste parole la mia umiliazione fu totale.
Se mai avessi potuto arrossire, sarei apparso più rosso di tutti quei gatti rossi messi insieme!
“Se vuoi rimanere con me, devi capire che loro fanno parte della mia vita e devi imparare ad accettarli anche tu con amore!”
Se avessi avuto una pala avrei iniziato a scavare per nascondermi.
“Altrimenti non potrò tenerti con me e, anche se mi dispiace molto, dovrò cercarti un’altra sistemazione o, addirittura, portarti al canile!” – aggiunse lapidaria.
No, vi prego, il canile no!
Avvertii tanta tristezza nelle sue parole ed io, in una manciata di minuti – esattamente quelli che erano passati dal momento che i miei occhi incrociarono quelli di Minnie – confuso ed agitato e terrorizzato da tale prospettiva, compresi una sola cosa con certezza: volevo stare con lei, con la mia Umana.
A costo di imparare a convivere con dei gatti!
Continua…

🐾 IL RITORNO DEL BULLETO… E LA LEZIONE DI MINNIE! Pensava di essere il re del quartiere, lo “Sterminatore di gatti” imbattibile, e invece Willy ha dovuto fare i conti con la dura legge del salotto! Dopo i controlli doganali di Micky, Rufus e Tigre, e il fascino magnetico di Neve, è stata la saggia Minnie a dare al nostro eroe una lezione di diplomazia (a suon di zampate felpate!). Davanti alla minaccia più grande — il canile e la perdita della sua amata Umana — il cuore di Willy ha preso la sua decisione. Ma come farà un duro come lui a trasformarsi in un perfetto coinquilino per ben cinque felini? Iscriviti al blog per scoprire come si evolverà questa incredibile convivenza!
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❤️ UN LIKE PER IL NUOVO CORSO DI WILLY: Se avete tremato e poi fatto il tifo per Willy durante il suo “esame di ammissione” con la capofamiglia Minnie, lasciate un caloroso Like (mi piace) qui sotto e condividete il post! Sosteniamo il Castello di Carta in questa travolgente svolta pacifica!
💬 IL MOMENTO DELLA VERGOGNA: Avete presente lo sguardo dei nostri animali quando capiscono di averla combinata grossa e vorrebbero solo una pala per sprofondare? Anche i vostri pelosetti hanno dovuto imparare a rispettare le regole di una gerarchia già esistente? Raccontatemi le vostre esperienze nei commenti!
La favola di Willy il temerario è tratta dal libro “Agenti speciali, alieni o angeli custodi?”.


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