
Sesto Capitolo – Misteriosi coinquilini…
Benvenuti nel Castello di Carta. Anche oggi vi lascio alle parole di Willy il Temerario, un “Cane di pura Razza Fantasia” che, in questo capitolo, ci svela la sua vera natura di lupo Alfa e la relazione che ha con la sua Umana. Una storia di profonda connessione e spiritualità animale dedicata a chi sa guardare oltre il velo della materia.

Qualcosa di veramente inquietante e, secondo quanto mi suggeriva l’istinto, potenzialmente pericoloso, stava avvenendo in quella casa.
Per prima cosa, scoprii che non eravamo solamente lei ed io.
Sinistri e felpati rumori provenivano dalle camere adiacenti e sovente mi sentivo come spiato dalla fessura della porta che separava la mia stanza dal resto dell’appartamento.
Quando poi giungeva il momento di uscire per espletare i miei bisognini, furtivi movimenti celavano l’identità delle misteriose presenze; venivo accompagnato fuori di casa così velocemente da non avere il tempo di vedere o scoprire alcunché.
La porta si richiudeva alle mie spalle con tale rapidità che, ogni volta, rimanevo con lo stesso dubbio: con chi dividevo l’appartamento? E perché tutto doveva essere avvolto in un così fitto mistero?
La stessa veloce ed ermetica operazione avveniva al rientro, e mi ritrovavo di nuovo segregato nella mia prigione dorata.
Allarmante e preoccupante, non trovate?
Avevo tutte le cure che mai avrei potuto immaginare di meritare, ma non ero libero.
Certo, non avrei potuto muovermi un granché per via della mia invalidità, ma non sapere cosa accadesse al di fuori di quella camera era assai irritante!
E poi, dopo le cocenti delusioni vissute in passato, il timore di ritrovarmi di nuovo nei guai mi faceva rizzare i peli della pelliccia.
Quando mi ritrovavo solo allungavo le orecchie per cercare di carpire qualche suono o parola che mi permettesse di comprendere.
Trascinando la zampetta ferita, mi avvicinavo alla fessura inferiore della porta e cercavo di percepire odori che mi potessero dare indizi utili a capire ciò che nelle altre stanze si stava, forse, tramando contro di me.
Ogni tanto giungevano delle vocine delicate, e questo era almeno rassicurante. Per il resto, tutto rimaneva un enigma. Anche le frasi che sentivo pronunciare dall’Umana, molto probabilmente rivolte a quelle misteriose creature, avevano sempre un tono dolce e gentile.
Tra le varie ipotesi che nascevano nella mia testa, a un certo punto iniziò a insinuarsi un sospetto, ma cercavo di allontanarlo perché troppo raccapricciante.
Se si fosse rivelato esatto, l’eventualità di restare a vivere con la mia nuova compagna — se mai avessi fatto tale scelta — sarebbe svanita sul nascere.
In base alle mie esperienze passate, sapevo benissimo che una cosa del genere sarebbe stata del tutto incompatibile con la mia indole!
Mille congetture frullavano nella mia mente e, ogni volta che credevo di aver trovato una soluzione alternativa, la stessa visione sinuosa e morbosa si faceva di nuovo strada tra i miei pensieri più disperati.
“No! Non poteva essere così!” – mi ripetevo per autoconvincermi.
Non poteva essere ciò che immaginavo come il peggiore degli orizzonti, il più buio dei futuri, proprio ora che stavo per lasciarmi andare a considerare probabile una relazione più coinvolgente con la mia cara soccorritrice…
Se fosse stato vero ciò che temevo avrei dovuto dirle addio e, non appena fossi tornato autosufficiente, lasciare il suo appartamento.
Tutto questo mistero, che tanto suscitava in me ansia e preoccupazione, durò almeno due settimane. Se per voi umani sono solo una manciata di giorni, per me sembrarono anni…
E venne, finalmente o purtroppo, il giorno della verità.
Mi ricordo che era domenica e non dovevamo andare a lavorare nel negozio della mia Umana.
iniziavo a stare relativamente meglio: la zampetta non mi pulsava più come un mantice industriale e il dolore si era decisamente attutito.
Dopo la colazione, sempre servita nella camera-prigione, lei mi preparò come se doessimo uscire ma, all’improvviso, mi disse che doveva farmi conoscere degli amici a cui teneva tantissimo.
Il tono della sua voce era dolce ma deciso: «Willy, è importante che tu sia gentile con loro: da questo incontro dipende il nostro futuro!».
Il cuore iniziò a battere forte e strinsi i denti per soffocare il rantolo di preoccupazione che stava per uscirmi dalla bocca.Potevo assumermi così tanta responsabilità?
Da una parte ero contento di veder svelato l’enigma, ma dall’altra sapevo che la verità avrebbe indubbiamente delineato il mio avvenire.
Titubante, la seguii mentre la misteriosa porta veniva aperta…
Seguirono momenti di totale silenzio durante i quali la tensione si poteva tagliare con un coltello…
Dall’altra parte della stanza, cinque paia di occhi verdi e rotondi mi stavano fissando… – scusate, guardando meglio mi accorsi che un paio di quelli era di un azzurro ceruleo disarmante!
Io tenni i miei per qualche secondo socchiusi a fessura, per ritardare il momento del verdetto…
Ma cedetti in fretta alla curiosità e, ciò che vidi era non solo la concretizzazione dei miei sospetti, ma la realizzazione del mio più grande incubo: i miei misteriosi coinquilini erano gatti, ben CINQUE GATTI!!!
AHIME’, CHE DRAMMA!
Decisamente, negli ultimi mesi non me ne andava bene una!!!
Continua…
🐾 IL PEGGIORE DEGLI INCUBI! Passi felpati, sguardi spiati dalla fessura della porta e un segreto tenuto nascosto per due intere settimane. Willy il Temerario pensava di trovarsi in un thriller, ma la realtà si è rivelata… decisamente felina! Cinque paia di occhi verdi lo fissano dall’altra parte del salotto. Come reagirà un vero guerriero dal sangue caliente davanti a questa clamorosa imboscata? Iscriviti al blog per non perderti il prossimo scoppiettante capitolo!
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La favola di Willy il temerario è tratta dal libro “Agenti speciali, alieni o angeli custodi?”.

