Quattordicesimo Capitolo – La reminiscenza

Dopo mesi di cure, incertezze e piccoli passi incerti a tre zampe, per Willy Il Temerario arriva finalmente il giorno della svolta. In una splendida e calda domenica d’estate, correndo libero su un prato verde lontano dal trambusto del mondo, accade qualcosa di straordinario: non è soltanto il corpo a guarire e a ritrovare la corsa leggera di un tempo, ma è l’Anima a risvegliarsi.
Tra grattini sul pancino, sguardi commossi e un senso di gioia dirompente, Willy si lascia andare alla massima dimostrazione di fiducia verso la sua umana Paola. Ma proprio in quel vortice d’amore si spalanca una porta nascosta nei suoi ricordi: perché proprio quel cane e quella donna si sono incontrati? Che ruolo hanno davvero quei gatti in casa? E cos’è, in realtà, una “Missione di Pronto Soccorso Animico”?
Preparatevi a fare un salto oltre le apparenze e a scoprire il piano invisibile e perfetto che lega ogni animale al suo umano… 🐾✨
🔊 Novità di questo articolo: Da oggi puoi sia leggere il capitolo che ascoltare la traccia audio completa direttamente qui sotto! Buon ascolto e buona lettura!
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Giorno dopo giorno, mi sentivo sempre meglio. Senza quasi accorgermene, passai dall’andatura a tripode ad appoggiare in maniera naturale tutte e quattro le zampe, riuscendo finalmente a distendere anche quella che aveva subìto l’intervento. Se zoppicavo ancora, era più per abitudine che per una reale necessità.
Ma fu durante la passeggiata domenicale nella campagna vicino a casa nostra, in una magnifica domenica d’estate, che presi finalmente piena consapevolezza della mia completa guarigione.
Era nostra abitudine, ogni domenica pomeriggio, esplorare nuove zone con l’intento di scoprire angolini ancora intatti e selvaggi. Era un momento tutto nostro, lontano dalla confusione della città, lontano dagli Umani che Paola frequentava e che il più delle volte la facevano arrabbiare, e soprattutto lontano, almeno per qualche oretta, da tutti quei gatti che si intromettevano tra me e lei. Sì, certo, l’integrazione era ormai completa e armoniosa, ma in quei momenti Paola era solamente mia… tutta mia!
Dopo aver percorso una nuova stradina in terra battuta che non avevamo ancora perlustrato, giungemmo in un bellissimo prato circondato da alberi e cespugli. Paola si accertò che fossimo soli prima di sganciare il guinzaglio dalla pettorina e permettermi di girovagare più liberamente.
“Willy, stai attento a non farti male… vai piano!” – vi ricordate il solito mantra di Paola?
Istintivamente, iniziai a trotterellare velocemente per seguire una traccia odorosa che avevo percepito. Percorsi alcuni metri di leggera corsetta, ad un tratto provai la meravigliosa sensazione del mio corpo che viaggiava veloce e senza intoppi, mentre ogni mia zampetta faceva benissimo il suo dovere.
Riuscivo persino a fare la pipì reggendomi sulla zampa destra! Wow!
Ma la cosa davvero importante e incredibile era che finalmente non provavo più né dolore né fastidio. Erano almeno sei mesi che non mi concedevo quella magnifica normalità. Quando stai bene non ti accorgi della fortuna di star bene… ma quando, dopo tante limitazioni e sofferenze, recuperi la salute, la felicità è davvero enorme!
Guardai Paola che, sempre attenta com’era ad ogni mio stato d’animo, si era già resa conto di quel piccolo miracolo.
In una manciata di secondi, ci rendemmo conto di ciò che stava accadendo e la gioia scoppiò travolgendo entrambi. Mi misi a correrle attorno saltando e abbaiando, felice di essere ritornato quello di prima: potevo correre, saltare, scartare e zigzagare a mio piacimento! Nelle mie zampette c’era così tanta energia accumulata che non riuscivo più a fermarmi!
Poi pensai che era assolutamente necessario che Paola comprendesse quale enorme felicità stavo vivendo e che capisse che proprio le sue affettuose cure avevano portato a quel meraviglioso recupero. Doveva sapere quanto le ero riconoscente!
Mentre le piroettavo intorno, i nostri occhi si incrociarono: mi fermai e vidi nei suoi formarsi delle goccioline d’acqua che brillavano al sole. Si abbassò verso di me bofonchiando paroline piene di dolcezza… Lei aveva capito che io avevo capito! E per dimostrarglielo, mi buttai a pancia all’aria per farmi fare i grattini: il segnale della massima fiducia che si possa accordare ad un umano!
In quei momenti, che ebbero il valore di un attimo di solenne Eternità, ci trovammo avvolti in un abbraccio d’amore e di profonda consapevolezza reciproca.
Fu proprio in quel vortice di emozioni e sensazioni che un’antica reminiscenza si affacciò nella mia mente. Compresi tutto il vero valore di quell’intenso ed importante periodo della mia esistenza: dalla fuga dalla famiglia con tutti quei bambini alle mie ricerche senza un’apparente meta, dalla frattura della zampetta all’incontro con Paola e i suoi numerosi coinquilini felini. Ogni accadimento che la Vita mi aveva proposto negli ultimi mesi — a volte in maniera ruvida e brusca — nascondeva e promuoveva un vero e proprio piano di crescita e di evoluzione per tutti noi.
Un quadro complesso ma perfetto si delineava davanti a me: le percezioni, i desideri, le coincidenze e gli avvenimenti non sembravano più banali episodi separati, ma uniti da un unico, geniale e intelligente disegno.
Ora sapevo tutto, ora ricordavo TUTTO.
Riconoscevo quella forza misteriosa che mi aveva spinto ad affrontare tutte quelle peripezie nei giorni antecedenti al nostro incontro per poi farmi cadere ferito e stremato proprio ai piedi della persona che volevo e dovevo assolutamente incontrare. Ma a volte qualcosa dentro di noi — che sia amnesia o resistenza psicologica — ci impedisce di capire che, mentre viviamo un’esperienza, ci troviamo in realtà già di fronte al nostro destino!
Così, sempre in quei mitici secondi, mi esplose nel cuore tutto l’amore che avevo sempre provato per lei. Gettai via tutti i dubbi e le paure sull’abbandonarmi a tale sentimento (se mai ce ne fossero ancora stati), proprio quei dubbi e quelle paure che, come mattoni a chiusura di un antico passaggio, mi avevano impedito di concedermi subito, fin dal primo incontro, a quella stupenda storia d’amore.
Compresi persino che i miei preconcetti sui gatti erano solo un mucchio di vecchie fandonie raccontatemi nell’infanzia da chi aveva dimenticato la nostra vera origine e natura comune. Chissà quante sono le false credenze che ci vengono inculcate e a cui ci aggrappiamo solo perché non osiamo aprirci a nuovi flussi di pensiero e di sentimento!
Ma i ricordi andarono ancora più in là.
In un tempo non troppo remoto della mia esistenza mi ero prefissato, insieme ad altri cari colleghi ed amici, un’importante missione. Ed era proprio questo che Minnie — sì, proprio lei! — cercava di farmi ricordare fin dal primo istante in cui mi aveva visto. Lei era l’agente capo, la responsabile della missione, e noi gli agenti coadiuvanti.
Ma voi pensate che sia per caso che ad una sola Umana si presentino così tanti animali apparentemente da salvare, per poi scoprire che sono loro a salvare lei?
Suvvia, non siate ingenui: ormai è risaputo che ogni volta che un umano incontra un animale sta per iniziare una missione segreta di Pronto Soccorso Animico! L’umano offre sicurezza e protezione materiale, l’animale riconduce ad un livello spirituale superiore l’anima di chi si prende cura di lui.

Nella nostra specifica missione, ognuno di noi aveva un compito ben preciso da svolgere e Minnie ci coordinava magistralmente. Lei, con la sua grande esperienza e saggezza, teneva fra le mani — o meglio, fra le sue morbide zampette — le fila del piano, e noi, i suoi migliori agenti, avevamo mansioni specifiche che ne rendevano perfetto lo svolgimento.
Vi svelo un segreto: noi tutti — Paola, quei cinque gatti ed io — ci conoscevamo già da altri tempi e da altre dimensioni, forse persino da altri pianeti in lontani e affascinanti sistemi solari. Forse alcuni di noi si erano già incontrati su questo stesso Pianeta… Solamente i nostri nuovi aspetti e quel torpore mnemonico che ci avvolge quando abitiamo un corpo terrestre avevano ritardato il momento del riconoscimento.
Le nostre anime, invece, si riconobbero subito e ricordarono le altre vite e le altre esperienze vissute insieme. Ora, finalmente, potevamo concederci di nuovo la gioia della reciproca presenza e del nostro amore.
A quel punto, in quel caldo e sereno pomeriggio estivo, dopo mesi di ricerche, sofferenze e guarigioni… finalmente… ero tornato ME!
Mi ero ritrovato, avevo ritrovato lo scopo della mia vita e non esisteva altro posto al mondo in cui avrei voluto essere, se non accanto a lei.
Ah, un’ultima precisazione: tutta questa consapevolezza, all’epoca, era ancora molto lontana dal toccare la mia Paola. Lei era troppo immersa nel prendersi cura di me e dei suoi gatti, assorbita dalla sua vita complicata e impegnativa; non poteva ancora immaginare la rete d’amore che noi stavamo tessendo intorno al suo cuore…
Molto, molto lontana…

continua…
E voi, avete mai sentito questo legame speciale? Vi è mai capitato di guardare negli occhi il vostro amico a quattro zampe e avere l’impressione che vi conoscesse da sempre, o che fosse arrivato nella vostra vita proprio nel momento esatto in cui avevate più bisogno di lui?
✍️ Raccontatecelo nei commenti qui sotto! Willy e Paola sono curiosi di leggere le vostre storie di “Pronto Soccorso Animico”.
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La favola di Willy il temerario è tratta dal libro “Agenti speciali, alieni o angeli custodi?”.

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