Le avventure di Willy il Temerario – Dodicesimo capitolo

Dodicesimo Capitolo – Quotidiane faccende … parte seconda

Benvenuti nel Castello di Carta. Anche oggi vi lascio alle parole di Willy il Temerario, un “Cane di pura Razza Fantasia” che, in questo capitolo, ci svela la sua vera natura di lupo Alfa e la relazione che ha con la sua Umana. Una storia di profonda connessione e spiritualità animale dedicata a chi sa guardare oltre il velo della materia.

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deco per capitoli storia di willy il temerario

🔊 Novità di questo articolo: Da oggi puoi sia leggere il capitolo che ascoltare la traccia audio completa direttamente qui sotto! Buon ascolto e buona lettura!

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Ma, dopo tante smancerie e sdolcinatezze, torniamo ad occuparci delle faccende quotidiane, meno romantiche, più pragmatiche e, nel contempo, di sicuro necessarie ed inderogabili.

Quando in quel famoso giorno (Nota della dattilografa: si tratta precisamente del 15 gennaio 1995) in cui Paola, d’istinto, decise di raccogliermi dalla strada per curarmi, subito non si rese conto di quanto sarebbe diventata impegnativa la nostra convivenza, soprattutto rispetto alle mie esigenze … fisiologiche.

Certamente, per quanto riguarda questo aspetto, la sua convivenza con i gatti, non era proprio una questione da poco! Quei cinque teneri gattini, in realtà, la impegnavano veramente tanto sul lato … “bisognini”!!!

Quanti chili di sabbia per lettiera abbia utilizzato, è un dato che non si può conoscere esattamente, ma è facilmente immaginabile! Sacchetti e sacchetti di granulati di tutte le specie (agglomeranti, deodoranti, al silicio o biodegradabili, profumati, in offerta speciale e ancora tanto altro) venivano utilizzati continuamente, per tenere le lettiere pulite ed accettabili dai suoi gatti tanto adorabili quanto schizzinosi!

I movimenti logistici consistevano, dunque, in sacchetti profumati e pesanti che entravano in casa, ed altrettanti sacchetti pesantissimi e puzzolenti che ne uscivano. Secondo me, e secondo il mio fiuto raffinato, avrebbero dovuto essere smaltiti come rifiuti altamente “tossici”!!! E chi ha vissuto con dei gatti, sa di certo di cosa sto parlando …

Comunque, era una attività che non comportava scadenze tanto precise come, invece – e se ne accorse molto presto –  comportavano le mie esigenze!

Così, fin da quel primo lontano giorno, giorno che cambiò per sempre le nostre vite, Paola dovette obbligatoriamente, ritagliarsi del tempo per accompagnarmi fuori casa affinché anche io potessi espletare, secondo la mia natura, i miei bisogni corporali.

È risaputo che, per noi cani, è importantissimo continuare ad avere un certo contatto con il territorio in cui viviamo. Non si tratta solo di fare pipì e popò, ma di interagire con altri nostri simili, scambiarsi annusate e scodinzolate, e lasciare in giro la prova olfattiva del nostro passaggio. Va bene che siamo stati addomesticati, ma lasciateci ancora vivere quella parte ancestrale di noi che ci accomuna con i cugini lupi! La socialità è anche importante per la propria autostima e per la benefica certezza di appartenere ad un gruppo biologico ben determinato.

Poi, non è detto che tutti i posti vadano bene: noi cani abbiamo bisogno di camminare, di annusare, girondolare  e, infine, localizzare il punto esatto per liberarci del fardello …

Mi accordai, quindi, con Paola, per un minimo di quattro uscite durante la giornata,  e cioè al mattino, dopo pranzo, prima di cena ed, infine, sera tardi. E devo dire che mai lei tradì questo suo impegno!

Noi abitavamo vicino alla campagna e quindi i prati verdi erano sempre a disposizione per le mie incombenze fisiologiche. Quanto ci piaceva passeggiare in mezzo alla Natura e seguire tracce odorose di altri cagnolini o addirittura di agilissimi silvilaghi che facevano capolino dai cespugli!

Ma, anche quando andavamo al lavoro, in centro città, io dovevo, regolarmente, espletare ciò che è espletabile da un organismo biologico… Fortunatamente avevamo a disposizione la bella piazza Solferino che, oltre a offrire la vista su una affascinante fontana zampillante, forniva una bella serie di grandi alberi, molto comodi per segnare il territorio. Ed era un punto nevralgico per  una intensa ed interessante vita sociale, con tanti miei simili che, alla stessa ora, venivano accompagnati dai loro Umani.

Ma la finalità delle mie passeggiate, non finiva qui.
Non si trattava solo di portarmi in giro al fine di liberarmi il pancino, ma di essere certi di poter ritornare, nei luoghi che frequentavamo,  fieri di noi stessi e a testa alta, senza che alcuno potesse lamentarsi del nostro passaggio.

La questione che, pertanto, si presentò fin da subito era: “la lasciamo dove l’abbiamo fatta o qualcuno provvederà a rimuoverla?”

Non crediate che per noi cani non sia una cosa imbarazzante, quella di dover fare la popò mentre qualcuno ci sta guardando!!! E neanche ci faccia piacere lasciarla sul marciapiede o in qualsiasi altro posto dove qualche malcapitato dovesse mai pestarla!!!

E che noi non abbiamo le mani e quindi, siamo obbligati a delegare il nostro “conduttore” a lasciare pulito il luogo che abbiamo scelto …

Quindi, stipulammo, Paola ed io, un altro importante accordo su questo punto: io l’avrei fatta e lei l’avrebbe pulita!

Compiti perfettamente ed equamente distribuiti!

Sempre! E devo dire che, veramente, la mia Umana preferita, non mi fece mai fare brutta figura!

Così sapevamo che, dove passeggiavamo noi nessuno si sarebbe mai sporcato le scarpe, che i giardinetti in cui correvamo noi potevano essere usati da bimbi festanti senza il rischio che tornassero a casa imbrattati di escrementi canini, che l’indomani avremmo trovano tutto pulito.

Così riuscivamo a rispettare anche chi non ama gli animali, per qualsiasi motivo, senza esasperare la loro insofferenza …

Certo, era importante per me e per Paola portare in giro il nostro “amore” senza creare disturbo o disagio ad alcuno.

Ma, riguardo a questa faccenda, qualcosa non mi era chiaro. Troppo spesso, mentre ero tranquillamente intento ad ispezionare olfattivamente il mio territorio, sentivo, all’improvviso, alzarsi grida di sdegno e frustrazione da parte della mia accompagnatrice. “Oh no!!! È successo di nuovo!!!”

Le prime volte, pensavo che ce l’avesse con me, per una di quelle marachelle di cui non riuscivo a fare a meno di compiere. Ma la storia era diversa …

“Ma… ma… non è possibile!!!” – e qui la censura è d’obbligo! Certe locuzioni di bassa levatura non si possono proprio riportare …

Con smorfie di disgusto, si controllava le scarpe e poi alzava lo sguardo al cielo, per esprimere a chissà chi il suo disappunto.

“Proprio nessuno ha insegnato l’educazione a queste persone??? ”

Finalmente, dopo alcuni di questi episodi e qualche annusata alle suole delle scarpe di Paola, arrivai a comprendere cosa si era verificato!

Compresi in fretta che non tutti i cani hanno la fortuna di avere dei Conduttori educati, anzi, la maggior parte di costoro dimostra di non amare veramente il proprio animale, mancando di raccoglierne i “bisognini”!

Sembra, poi, che la brutta figura debbano farla proprio i loro cagnolini!

Ma, proviamo ad Immaginare cosa possano provare questi cani che magari provengono da una nobile famiglia con tanto di Pedigree, sapendo che il loro Umano non ha un comportamento all’altezza di tana nobiltà e decorosià!!!

Che vergogna proveranno, questi blasonati quadrupedi, ad avere adottato umani volgari e … sporcaccioni???

Che delusione vivono, questi innocenti e amorevoli esseri, a scoprire che chi si vanta di essere all’apice della scala evolutiva, in realtà si comporta come l’animale meno educato e civile del Pianeta?

Comunque, sono certo che voi gentili lettori che state seguendo la mia storia siate d’accordo con me e con la mia Umana,  e che siate anche voi  amanti dei cani e della pulizia cittadina!

Perché, sappiamo tutti, che il vero amore per la Natura e per i nostri cani non può non passare attraverso l’amore e il rispetto del decoro e della pulizia!

Se, però, vi capitasse di conoscere qualcuno che non amasse tanto l’igiene, ricordategli che il vero amore verso il proprio cane  passa anche dal portarsi dietro un bel sacchetto e provvedere a raccogliere.  

Lo so, non è mai facile avvicinarsi a qualcuno che sta compiendo una marachella e farglielo notare!!!

Bisogna trovare metodi di comunicazione efficace!

Allora potremmo tentare un approccio rifacendoci al concetto di “Dignità”:
“Ehi umano! Io non ho le tasche e nemmeno i pollici… mi dai una mano a salvare la mia reputazione? Raccoglila, dai!”

Oppure andare a toccare il loro “Karma e  la loro Fortuna”:
“Guarda che la storia che calpestarla porta fortuna è una bugia che vi siete inventati voi umani! Pulisci, che è meglio.” … e se di cacca ferisci, … di cacca perisci!!!

Ops!!! Mi sono un po’ lasciato andare…

E se provassimo con un concetto da  “Supereroe”:
“Ehi, Umano! Il mio superpotere è farti fare amicizia al parco… il tuo dovrebbe essere quello di far sparire questo ricordino. Che dici, facciamo squadra?”

Ma vi immaginate se Superman lasciasse in giro le supercacche del suo supercane Kripto?
Altro che salvare il Mondo!!! Che figuraccia!

Potremmo anche provare con un po’ di sana ironia e un messaggio diretto:
“Io ci ho messo tanto impegno a farla così perfetta, ma ti assicuro che sta molto meglio dentro un sacchettino. Grazie, amico Umano!”

Lanciamo, quindi, tutti insieme, uno slogan positivo ed entusiasmante:

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continua…

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Nel prossimo capitolo, Willy il Temerario ci porterà dentro una nuova avventura, tra tracce odorose e nuove lezioni di saggezza…

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💬 MA PARLIAMO DI SUPEREROI… Anche il tuo compagno a quattro zampe deve lottare ogni giorno per salvare la sua reputazione a causa di umani un po’ distratti? O avete anche voi un “accordo segreto” perfetto come quello di Willy e Paola? Raccontami le vostre avventure nei commenti qui sotto, mi farebbe immensamente piacere leggerti.

La favola di Willy il temerario è tratta dal libro “Agenti speciali, alieni o angeli custodi?”.

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