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Hans Christian Andersen
"Le Sirene non hanno lacrime ed è per questo che soffrono di più."
I suoi libri
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Hans Christian Andersen è nato ad Odense il 2 aprile 1805 ed è morto a Copenaghen il 4 agosto 1875.
È stato uno scrittore e poeta danese, celebre soprattutto per le sue fiabe.
Tra le sue opere più note vi sono "La principessa sul pisello" (1835), "Pollicina" (1835), "La sirenetta" (1837), "I vestiti nuovi dell'imperatore" (1837), "Il soldatino di stagno" (1838),
"Il brutto anatroccolo" (1843), "La regina delle nevi" (1844) e "La piccola fiammiferaia" (1845).
Hans Christian Andersen nasce il 2 aprile del 1805 nei quartieri poveri della città di Odense, in Danimarca, nell'isola di Fionia, figlio di un venditore ambulante di calzini che
fabbricava scarpe, Hans Andersen (1782-1816) e di Anne Marie Andersdatter (1773-1833)
L'intera famiglia, di cui fa parte anche una sorellastra, Karen Marie, avuta nel 1799 dalla madre,
vive in una singola stanza in condizioni di estrema miseria, nella casa dove già abitava la nonna materna che accoglie i due genitori circa nove mesi dopo
la nascita di Hans Christian. Come molte famiglie delle classi povere urbane di quell'epoca, la famiglia di Andersen, oltre che indigente,
è segnata da altri disagi sociali e relazionali interni. Una sua bisnonna era in comune tra i genitori di Hans; mentre la nonna materna, Anna Sørensdatter, ebbe tre figli fuori dal matrimonio,
tra cui la madre di Hans Christian. Ebbe diversi problemi con la legge, scontando anche una pena detentiva al penitenziario di Odense.
Il nonno paterno, A. H. Traes, soffriva di un grave disturbo psichiatrico, e Andersen pensò a lungo di aver ereditato tale malattia. Una zia materna gestiva un bordello.
Ciononostante, come annotano Paul Kruger e Giuseppe Gabetti, fin dalla prima infanzia,
la realtà in cui è costretto a vivere deve apparire al futuro scrittore come un mondo di fiaba: infatti la sua autobiografia si intitola
"La fiaba della mia vita" pubblicata nel 1855.
I primi anni di Hans Christian sono ricchi di frequentazioni letterarie e sollecitazioni fantastiche. Egli gli legge sovente brani di commedie di Ludvig Holberg e racconti tratti da Le mille e una notte. Di conseguenza, il bambino passa gran parte del tempo a mettere in scena spettacoli in un suo teatrino delle marionette; spesso si tratta di opere teatrali dello stesso Holberg, Shakespeare e altri autori, imparate a memoria oppure completamente create da lui: spinto dalla passione per la lirica cantata in lingua tedesca, idioma che il giovane Andersen non conosceva, allestiva spettacoli in una personale lingua inventata.
La madre, dal canto suo, asseconda questo tipo di rapporto e, pur essendo analfabeta, intrattiene spessissimo il figlio con racconti popolari e narrazioni di leggende tradizionali.
La sua biografia su en.wikipedia.com
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