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"Le due tigri" di Emilio Salgari


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La figlia di Tremal-naik, Darma, è stata rapita da Suyodhana, capo dei Thugs meglio noto come la Tigre dell'India.
Un rapimento che segna la sua fine: la tigre della malesia, con i suoi pirati, non gli perdonerà un simile affronto.
Età di lettura: da 11 anni.





Le due tigri è un romanzo d'avventura del 1904 scritto dal novelliere veronese Emilio Salgari ed è il quarto capitolo del suo ciclo indo-malese.
La storia si svolge otto anni dopo gli avvenimenti narrati nel primo romanzo del ciclo, Le tigri di Mompracem. Se in quel caso il termine "tigri" era riferito, per estensione, a tutti i pirati seguaci di Sandokan (altrove identificati come "tigrotti"), in questo romanzo indica pienamente la "Tigre della Malaysia" da un lato e, dall'altro, il suo antagonista Suyodhana, capo dei Thugs e "Tigre dell'India"[1]: rispetto alla sua precedente apparizione ne I misteri della jungla nera, infatti, Suyodhana non è più un uomo senza volto, che poco a poco si materializza nel capo dei Thugs, ma un personaggio di incredibile complessità.
Egli «gode di una fama leggendaria, incarna la Trimurti, è egli stesso l'emanazione di un territorio proibito [...]: è insomma un antagonista degno di Sandokan, il quale infatti va a sfidarlo sul suo stesso terreno».

Inoltre, il continuo riferimento alla simbologia della tigre dà un tocco onirico e spettrale all'intero romanzo.


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Copertina di Alberto Della Valle (1900)


India, 1857. Sandokan giunge in India alla guida dei suoi tigrotti, in soccorso dell'amico Tremal-Naik. Quest'ultimo, rimasto di recente vedovo di Ada Corishant, ha subito un ulteriore dramma: sua figlia, la piccola Darma, è stata rapita dai Thugs comandati da Suyodhana. Lo scopo della "Tigre dell'India" è di sacrificarla, come già fatto con la madre, alla dea del male Kālī.

Una giovane bajadera indiana riesce a fornire indicazioni importanti alla Tigre e i suoi fedeli; si tratta di Surama, figlia del deposto rajah dell'Assam, fatta prigioniera dai Thugs. Grazie al suo aiuto, Sandokan e i compagni riescono a rapire il manti, sacerdote della dea Kalì, da cui scoprono che la setta di strangolatori è ancora stanziata sull'isola di Raimangal, già loro covo nel secondo romanzo del ciclo, I misteri della jungla nera.





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