Le avventure di Willy il Temerario – Tredicesimo capitolo

Tredicesimo Capitolo – La guarigione

Bentornati alle avventure del nostro amato Willy il Temerario! 🐾

In questo tredicesimo capitolo entriamo in uno dei momenti più attesi e delicati della sua storia: “Willy il Temerario è nella sala d’attesa del veterinario“, aspetta di sapere se è completamente guarito. Ma bisogna rimuovere tutori interni alla zampetta. Tra la comprensibile “ansia da veterinario”, un’inaspettata radiografia che svelerà preziosi (e incredibili!) segreti sul passato da “stuntman” di Willy e la sua solita immancabile ironia, accompagniamo il nostro eroe a quattro zampe verso la sua definitiva guarigione.

🔊 Novità di questo articolo: Da oggi puoi sia leggere il capitolo che ascoltare la traccia audio completa direttamente qui sotto! Buon ascolto e buona lettura!

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deco per capitoli storia di willy il temerario

Finalmente, con la primavera inoltrata, arrivò anche il momento di rimuovere dalla mia zampa quei famosi tutori inseriti per mantenere nella giusta posizione il femore in attesa della completa saldatura delle due parti. 

Purtroppo, uno di questi risultava essere di qualche millimetro più lungo rispetto alla lunghezza del mio osso e lo si poteva vedere sporgere sotto la pelle. Non molto, ma abbastanza da provocare una brutta sensazione. Ad ogni passo rischiavo di lacerarmi dall’interno. Nonostante la frattura, dopo due mesi, fosse completamente guarita e la rotula e i suoi tendini fossero tornati al loro posto funzionando benissimo, ero ancora costretto a deambulare con solo tre appoggi, evitando di distendere del tutto la mia zampetta per non provare quella spiacevole sensazione di fitte e sfregamenti interni.

Anche Paola si chiedeva come mai quel tutore d’acciaio inox rivestito di titanio fosse così lungo. Vedeva la mia difficoltà nel camminare e ne era dispiaciuta. Poi arrivammo alla conclusione che, forse, durante l’operazione chirurgica avevano sbagliato la misura.  

E qui, potevamo anche capirli, d’altronde.

Durante il famoso incidente con quella terribile scarpa da ginnastica, l’osso aveva subito una frattura così brutta che, probabilmente, fu difficile calcolarne la lunghezza giusta! Con tutta quella infiammazione e il fatto che il mio femore non arrivava di certo ai venti centimetri di lunghezza (… e sì, proprio un gran bel pezzo di “stacco di coscia”!!!), definire la misura esatta di quel piccolo e prezioso supporto chirurgico non doveva essere stata una cosa facile.

A seguito della prolungata inattività, inoltre, i muscoli della coscia si erano ridotti di volume.

Insomma, per dichiarare la completa guarigione e tornare a trotterellare su tutte quattro le mie zampette, bisognava assolutamente ripassare sotto i ferri della bella dottoressa!

Io, veramente, all’epoca non avevo piena consapevolezza di questa necessità. Mi sembrava, in fondo, di stare abbastanza bene. Invece Paola lo sapeva benissimo e spesso la sentivo dire che non vedeva l’ora di farmi togliere i tutori interni.

E così, un bel giorno, che stranamente iniziò senza la mia adorata colazione, montammo in auto e ci dirigemmo verso lo studio medico.

Non so come mai, ma ogni volta che entravo lì dentro, la tremarella era assicurata. Ogni muscolo del mio corpo iniziava a vibrare, iniziavo ad ansimare e l’istinto mi portava a tirare verso la porta d’uscita.

Mamma mia!!! Che ansia quell’odore di medicine, di disinfettante e quella porta chiusa da cui sentivo provenire altri gemiti ed ormoni di “strizzarella”!!! Miagolii disperati, guaiti strazianti come se non ci fosse un domani … No! Per favore … non aprite quella porta!!!

Eppure, anche quella volta, la porta si aprì, ne uscì la bella dottoressa sentenziando:“Ciao Paola, tutto bene? Willy è pronto per questa ultima avventura?” 

Poi, rivolgendosi a me:“Willy, coraggio, … manca poco! Sei quasi guarito!!!”

“Chi, io? Veramente, mi sento già benissimo così … e, adesso che ci siamo salutati, … io andrei fuori nel parco … c’è una simpatica cagnolina che forse è interessata a me … magari questa volta ci combino qualcosa di serio …  e, quindi, se non vi dispiace … toglierei il disturbo … No, non vi scomodate ad accompagnarmi! La strada per l’uscita la trovo da solo …”

Ok. Lo ammetto: erano, i miei, inutili tentativi per distrarle e per evitare di essere preso in braccio e appoggiato su quel freddo e grigio tavolo d’acciaio. Mentre Paola mi teneva stretto e cercava, illudendosi, di tranquillizzarmi con tenere moine, la dottoressa si era già infilata nelle orecchie quello strano aggeggio per auscultare il mio cuore che batteva all’impazzata.

“Sai Paola,… è vero che adesso è molto agitato, ma mi sembra di sentire un piccolo soffio al cuore …”– disse ad un certo punto la dottoressa .

Un soffio al cuore??? E che cosa è? – pensai un po’ preoccupato …

“Ma può essere grave?”– aggiunse Paola, con una lieve punta di ipocondria.

“No, per ora di certo no! Tenendo conto che Willy potrebbe avere dai 3 ai 5 anni d’età, per adesso non ce ne preoccupiamo …” – rassicurò la Doc.

E già, dite così perché non è il vostro cuore!!!

“… l’importante sarà monitorarlo spesso e vedere come si evolve. Comunque, per ora non ci sono problemi. Possiamo di certo procedere alla operazione di rimozione dei tutori, finalmente!”

Eh sì … La dottoressa era sempre entusiasta e positiva!

 “Sai dirmi quanto pesa Willy?”

“Penso 11/12 chili …”– rispose Paola.

“Ehi! Abbiamo qui … un vero peso massimo!!!” – scherzò la Doc.

Certo che sono un peso massimo! Tra quelli della mia taglia, sono un bel fustacchione!

“Ok. Adesso, gli facciamo una radiografia per controllare se dentro quella coscetta è andato tutto a posto …”

La dottoressa e Paola si vestirono con pesanti e spessi grembiuli ed entrammo in una specie di sgabuzzino. Mi misero sdraiato su un fianco tenendomi fermo ed immobile e si sentì una specie di breve click!

“Abbiamo fatto una bella foto, Willy! Sei stato bravissimo! Aspettatemi qualche minuto fuori, giusto il tempo di sviluppare la lastra.”

Poco dopo, la dottoressa uscì da quella stanzetta con un grosso foglio nero. Lo appese su una lavagna luminosa e iniziò ad esaminare … il “Mio Io Interiore”.

Si vedeva tutto di me, tutte le ossa, tutti gli organi, i due tutori d’acciaio e titanio, e… un pallino di piombo!?

“Ma Willy, dove te lo sei procurato quel pallino da caccia?” – mi chiese la dottoressa sorridendo.

Paola era stupefatta! “Cosa vuoi dire, che qualcuno ha provato a sparargli?”

“Probabilmente prima che tu lo raccogliessi dalla strada e visto che eravamo in inverno, qualche cacciatore un po’ miope lo ha scambiato per una volpe o un grosso coniglio!!!”

“Oh, Willy,” – sospirò Paola – “tu proprio non riesci a stare lontano dai guai!”

Certo, pensai, io! Facile dire che il monello sono io. Ma, allora, quelle sgraziate creature umane che vanno in giro con il fucile a sparare a tutto ciò che si muove e che respira (ancora per poco, viste le loro tristi intenzioni …), non vi sembra che siano loro quelli “brutti e cattivi”?

Me lo ricordavo bene quell’episodio! Ma non avevo voluto raccontarlo a nessuno, per dignità personale. Certe cose sono fatti intimi!

La radiografia però mi aveva sgamato …

“C’è ancora una cosa che non capisco …” – aggiunse dopo qualche secondo di riflessione silenziosa la nostra dottoressa – “… e cioè, come mai uno dei due tutori è spezzato?”

Paola trasalì un’altra volta.

Due severe paia di occhi mi guardarono interrogandomi silenziosamente …

“Beh, questa non so proprio come spiegarvela …” – pensai imbarazzato.

Ad un certo punto, Paola esclamò: “Lo so io! Adesso mi ricordo come è potuto succedere!”

Il suo tono di voce, comunque, non prometteva nulla di buono …

“Un mesetto fa, eravamo a casa della mia nipotina, al piano rialzato. Michela ed io siamo scese a giocare in cortile e ho lasciato Willy sul terrazzo perché così non avrebbe rischiato di correre.”

Sì, me lo ricordo benissimo. Tu e lei a giocare giù ed io imprigionato in un terrazzino a soffrire in solitudine!!!

“Ad un certo punto,” – continuò a raccontare Paola – “me lo ritrovai vicino tutto felice e scodinzolante, mentre il papà di Michela, dal terrazzo mi avvisava, evidentemente in ritardo, che Willy si era lanciato giù dal balconcino del primo piano. Praticamente, era salito sul bordo del muretto e, ammortizzando il salto di più di tre metri buttandosi sui rami di un alberello sottostante, atterrava con una bella ruzzolata, apparentemente indenne, sul prato del giardino …”

 “Non ci posso credere, Willy! Sei proprio un bel temerario!” – disse ridendo la dottoressa.

“Un “Casanova” con le cagnoline, ma, come Casanova, bravissimo ad evadere dai Piombi” come niente fosse!!!”

Accipicchia! Quella radiografia stava svelando tutti i miei segreti!

“Anche se non vuole ancora ammetterlo, questo bel bulletto, si è così tanto affezionato a te, che si è letteralmente buttato giù per raggiungerti! “

E, mentre mi faceva questi complimenti, la dottoressa aveva già preparato una bella siringa. La vista di quell’oggetto mi agitò alquanto, iniziavo a riconoscerne la funzione. Ma non feci in tempo a voltarmi che già era piantata nella mia coscia!

Ahi ahi ahi! Che pizzicotto!

“Portalo fuori a fare una passeggiatina” – consigliò la dottoressa a Paola – “quando vedi che ciondola e il sedere si fa pesante, riportalo qui…”

Caspita! Si esce di già, pensai, decisamente sollevato. Questa volta me la cavo con poco!!! Dai, dai, che andiamo al parco!

Ma, dopo pochi minuti, tutto quell’entusiasmo stava già diminuendo … la vista si appannava … la testa e il sedere diventavano pesanti, pesanti … e poi il buio … il nulla … Mi ricordo solo più la voce di Paola che cercava di tranquillizzarmi, ma si faceva sempre più distante …

Non so quanto rimasi addormentato. Ad un certo punto, iniziai di nuovo a sentire come proveniente da chissà quali mondi lontani la voce della mia umana, mentre la dottoressa mi punzecchiava vicino ad un occhio per vedere se stessi reagendo bene al risveglio.

Oh, mamma mia, che brutta la sensazione di bocca impastata, palpebre pesanti, e zampette tremolanti.

Non è proprio come svegliarsi freschi e pimpanti dopo una bella nottata di sonno ristoratore!

Cosa diamine mi hanno di nuovo fatto, oltre che narcotizzarmi a tradimento! Sentivo di nuovo un certo fastidio alla zampa e temevo di essermi di nuovo ammalato.

C’era una piccola ferita, con due o tre punti che tiravano e facevano male. Non osavo neanche appoggiarmi a terra, ma camminare con tre zampe mentre sei ancora ubriaco di anestesia non è il massimo.

Comunque, a sentire i discorsi delle due umane, pareva che la faccenda fosse andata molto bene e vedevo che Paola teneva in mano due piccoli pezzi di acciaio. Capii che erano i due pezzetti del tutore che mi avevano appena tolto.

Sì, va bene, avrei dovuto essere contento… ma come mai mi sentivo di nuovo tutto acciaccato?

“Paola, abbiamo tolto solo quello esterno, quello che sporgeva e che gli dava fastidio. Quello che si trova all’interno della coscia, invece, lo lasciamo per due motivi: il primo perché rimuoverlo vorrebbe dire fare un altro taglietto; e il secondo perché continua a garantire un sostegno al femore … Anche se la frattura si è saldata, è meglio avere la certezza che non si possa in qualche modo scollare ed avere una frattura recidiva. A volte può succedere… soprattutto con un cane così monello come Willy!”

Ma dai!!! Ma che razza di reputazione mi sono fatto!?

Finalmente la dottoressa ci congedò dal suo studio con le ultime raccomandazioni ed andammo a casa. E, siccome quella mattina non avevo fatto colazione, ricevetti una dose doppia di superpappa. Quella notte, poi, dormii profondamente.

Nei giorni successivi dovetti stare attento a non effettuare bruschi movimenti, per non strappare i punti di sutura che saldavano la piccola incisione. Il mantra di Paola in quei giorni era: Willy, mi raccomando, non correre!!!

Ma non finiva qui. Visto che per motivi di sicurezza, mi avevano lasciato un tutore, proprio la presenza di quel pezzo di metallo costituiva un motivo in più per prendermi affettuosamente in giro in merito alle mie origini, e ripetermi che ero incrociato anche con le rotaie del tram! Io, però, preferivo quando mi diceva che ero un cane bionico, cioè …. un cane da un “milione di dollari”.

Meno male che sono sempre stato di buon carattere e poco permaloso!

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continua…

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Alla prossima puntata e un felice trotterellare a tutti! 🐾✨

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La favola di Willy il temerario è tratta dal libro “Agenti speciali, alieni o angeli custodi?”.

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