• Sulle ali della fantasia, ogni libro apre i confini della mente, per rendere infiniti i paesaggi del mondo interiore...
  • Non sentite anche voi diffondersi un delicato ed irresistibile profumo di libri?
  • Mani che creano veloci, occhi che cercano colori e ricordi, desideri antichi di inventare nuove forme: la Bellezza che l'anima rincorre!

Biografia di

 

  • Paola Burzio
  •  

    "Noi umani, siamo corpi che
    pensano ... oppure ...
    siamo esseri pensanti in un corpo?"

    I miei libri

    Sono nata nel 1961, a Torino, in febbraio, sotto il segno dell'Acquario.
    Di questo segno posso assicurare di avere tutte le caratteristiche meravigliose e, ahimé, anche i difettucci... legati soprattutto alla grande sensibilità, che spesso, in ambienti dove prevale la razionalità o il cinismo, tende a proteggersi dietro una maschera di apparente distacco.
    A tutto ciò si aggiungono le influenze del mio ascendente, in Vergine, sottolineati ancora dalla Luna, da Plutone e dal Nodo Lunare Nord, affiancati all'ascendente...

    Che miscuglio di energie!!! La creatività acquariana, vasta e non incasellabile, abbinata alla precisione e alla "pignoleria" generalmente riscontrata nelle persone nate sotto il segno della Vergine!
    Il risultato è ... difficilmente definibile!
    Forse è per questo che nei miei primi trent'anni di vita, non ho avuto le idee chiare su cosa volessi fare.
    In realtà, dentro di me lo sapevo, ma la severa educazione del mio ambiente famigliare, come spesso accadeva nei mitici anni "Sessanta", in qualche modo ha offuscato la mia capacità di prendere decisioni.
    In un tema nelle elementari, scrissi che volevo fare la scienziata, la pittrice e l'astronauta, contemporaneamente.
    Capirete bene la mia ultima aspirazione: erano i tempi dei primi viaggi sulla Luna e dei cartoni animati dei "Pronipoti", e già mi vedevo prendere il "Bus Spaziale", per fare la pendolare tra la Terra e la Luna.
               

    Come scienziata, mi ero tirata avanti con il lavoro, chiedendo a Babbo Natale di portarmi un microscopio, con cui passai tanti pomeriggi ad osservare capelli, ali di insetti, grani di polvere, e tanti altri "rarissimi" materiali trovati in casa...
    La pittura, in realtà, era la mia grande passione. Forse quella vera.
    Tubetti di tempera, panetti di plastilina e "Das" erano costantemente fra le mie mani. Ne consumai veramente quantità notevoli.
    Ok, allora avrai fatto il liceo Artistico?
    No, perché in quei tempi il liceo era frequentato da ragazzi poco seri, secondo il senso di protezione della mia famiglia, e quindi, si decise per ... un sicuro, tranquillo ... noiosissimo... corso di ragioneria.
    Troppo tranquillo, per i miei gusti più umanistici e creativi!
    Conseguii dapprima un diploma professionale, a cui seguì l'iscrizione alla scuola per Infermieri, perchè non volevo proprio lavorare in un ufficio. Dovetti fare i conti, però, con la mia sensibilità e il mio senso di giustizia: a quei tempi nell'ospedale in cui frequentavo il corso, le tecniche infermieristiche e di assistenza ai malati (soprattutto se anziani e soli) erano alquanto rozze e disumane. Avrei dovuto combattere quotidianamente per difendere le "nonnine" allettate da atteggiamenti tutt'altro che infermieristicamente "professionali".
    A metà del secondo anno, decisi di abbandonare, delusa sia dal sistema di insegnamento che da quello assistenziale, portando però via con me tante magnifiche e toccanti esperienze di vita, di sofferenza e ... di dipartita. Scoprii che di fronte al dolore avevo coraggio, avevo empatia ed ero in grado di portare sollievo, strappando anche solo un sorriso a chi stava soffrendo.
    Ripresi gli studi da privatista e conseguii il diploma di Ragioniere, ottenendo una buona votazione, soprattutto con un notevole "9" nel tema di Letteratura: che soddisfazione!
     

    Fu così che io, proprio io che non volevo lavorare in ufficio, dovetti cedere alle circostanze e, dopo qualche lavoro presso varie aziende, vinsi un concorso pubblico (per un posto vacante ci presentammo circa in un centinaio di candidati).
    Per quattro lunghi, ripetitivi anni, lavorai prima come Ufficiale di Stato Civile e poi come Economo Comunale.
    Finché presi la "pazza" decisione di licenziarmi e lanciarmi in una impresa commerciale.
    In fondo, quanti sono i bambini o le bambine che alla domanda "Cosa farai da grande?" rispondono "Voglio lavorare in un ufficio!"???

    Ah, dimenticavo, nel frattempo mi ero sposata, e per qualche tempo pensai di essermi "sistemata" per tutta la vita con l'uomo "adatto per me"...
    Pensavo...

    La scelta cadde su una piccola cartoleria specializzata in penne e francobolli da collezione in centro città.
    Rimasi in quel negozio per circa 9 anni, e quella esperienza mi permise di uscire dal guscio mentale del lavoro da dipendente.

    Qualcosa, però, ancora non andava, in me.
    Sotto forma di un esaurimento nervoso che, in apparenza, non aveva ragione di essere, stava nascendo l'esigenza di una ulteriore e profonda crescita interiore. Dall'esterno non trapelava nulla, avevo un lavoro interessante, avevo un marito, eppure io ero in uno stato di confusione emotivo sempre più pressante, che ad un certo punto non riuscii più a nascondere.


    Inziai un percorso con un terapeuta della scuola Junghiana che, nell'arco di circa tre anni, mi condusse a scoprire di me e della vita in generale aspetti che ampliavano di molto le prospettive di pensiero, di percezioni, di cultura ...
    La mia innata predisposizione (anche se ancora inconsapevole) a cogliere le enegie sottili che permeano la nostra realtà apparentemente materiale e materialista, bussava prepotentemente al mio cuore, mentre la delusione per non avere seguito la mia predisposizione artistica strisciava latente e subdola, creando ancor più insofferenza e disagio inconscio.

    L'esperienza, in quei tempi, che più mi scosse dall'annoso torpore animico, fu un ricovero d'urgenza in ospedale per "sospetta Leucemia".
    Erano mesi che avevo sempre la febbre, i linfonodi ingrossati, ero debole e mi doleva continuamente di gola.
    Dopo i primi esami del sangue, che evidenziarono una terribile anomalia dei globuli bianchi, in attesa di ulteriori approfondimenti diagnostici, in ospedale iniziarono a somministrarmi antibiotici di ogni tipo e passai i seguenti tre giorni e tre notti febbricitante, con gli occhi sbarrati a guardare il soffitto e a pensare, disperata, che stavo per morire. Avevo 32 anni e vedere una continua processione di medici e infermieri che venivano a guardare "quella con la leucemia" non era di certo incoraggiante.
    La mattina del quarto giorno dal ricovero, il pool di medici del "giro visita mattutino" si affacciò dalla porta e, all'unisono con enormi sorrisi stampati sul viso, mi dissero: "Gli esiti dell'emocromo sono in regola!"
    Nessuno di loro pronunciò più la parola "leucemia". Con quel messaggio in codice (la beffa del destino volle che fossi ricoverata proprio nel reparto che anni prima mi aveva vista allieva infermiera), si escluse la peggiore delle ipotesi.
    Quindi, non dovevo ancora morire, e cercai di rilassarmi.

    Ma la tempesta emotiva di quei tre giorni aveva scatenato in me una tempesta di riflessioni...
    Tutti dobbiamo morire, prima o poi, e non è possibile affrontare così la "questione", mi ripetevo.
    Mi resi conto, ad un certo punto, che la mia non era paura del dolore fisico, anche perché vedevo che la terapia antidolore era adottata ormai come prassi umana (le modalita di approccio verso le esigenze del malato erano già molto cambiate dai tempi del mio corso da infermiera).
    Cosa c'era dietro quella montagna di emozioni incontenibili?

    In quel periodo frequentavo ancora lo studio dello psicologo, e, finalmente la risposta arrivò, nella sua cruda verità.
    alla fine riuscii a spiegargli e a spiegarmi tutto: l'angoscia non nasceva dalla paura di morire, ma dalla presa di consapevolezza che (se avessi dovuto veramente morire a 32 anni) che, non avrei più avuto tempo di fare, dire, realizzare tutte quelle cose che non avevo fatto, detto realizzato perché avevo, in realtà, paura di "VIVERE"!!!
    Pigrizia mentale, ignavia, depressione, senso di colpa, estremo senso del dovere, cosa dicono i vicini, cosa pensa la mamma, come ti vuole il marito, ... avevo permesso a tutto e a tutti di influenzarmi e stavo vivendo una vita incasellata in forme pensiero buone solo a creare una popolazione di "civili" ubbidienti, uniformati, infelici ed incompleti.
    Limiti di pensiero e di azione accettati senza discutere dai più e perpetuati di generazione in generazione, in una triste e involutiva esistenza, collezionando oggetti di alta tecnologia con l'illusione di essere moderni, di tendenza, praticamente "perfetti", come dei robottini... alienati da troppa regolarità, tutte false regole che prima o poi ci fanno sbottare in crisi depressive ...
    Gli psicofarmaci sono diventati necessari ai più per continuare a reggere una vita di valori adulterati, e le statistiche sui loro consumi sono spaventosamente in aumento.

    Fu una vera e propria botta illuminatrice!!!
    Una gran bella botta per riprendere la vita nelle mie mani!
    Con queste nuove consapevolezze, e un rinnovato entusiasmo, uscita da una lunga convalescenza (a proposito, avevo contratto la Mononucleosi in una forma particolarmente virulenta ...), iniziai una nuova vita, alla ricerca di cosa piaceva a me, di cosa mi poteva rendeva felice e serena, ogni giorno da leonessa, come se fosse l'ultimo, senza più rimandare al futuro quello che potevo e dovevo fare, dire, realizzare subito, per non avere più quella terribile sensazione di rimpianto ...
    Avevo capito il significato nascosto che celava la frase "parole, opere ed omissioni": soprattutto le omissioni di ciò che siamo venuti a fare su questo Pianeta, per realizzare i nostri più ardenti aneliti, in questa particolare esistenza, in questo preciso periodo storico, hanno il loro peso sui nostri "debiti karmici"...
    Non volevo più lasciare alcuna questione indietro...

    Compresi che era fondamentale continuare a crescere, informarmi, studiare, relazionarmi con nuove persone e con questa nuova concezione che la vita è una continua lezione, arrivò il momento che, d'accordo con lo psicologo, decisi che non avevo più bisogno del suo supporto.
    Feci ancora mille errori, mi scontrai ancora con i miei limiti, ma avevo imparato che "Nessuno è Perfetto", anche se facciamo un pò tutti fatica ad ammetterlo...e ad accertarci con amore così come siamo, imperfetti ma perfettibili!
    Nei tre anni di psicoterapia avevo ripreso a scrivere, soprattutto come esigenza di esternare i fiumi di pensieri, sensazioni, rivelazioni arcane che la mia anima mi inviava attraverso i sogni notturni, felice finalmente di essere riuscita ad entrare in contatto con la mia parte più razionale. Riempii quaderni e quaderni di appunti sulla mia sfera più intima .
    Ah, dimenticavo... nel frattempo il matrimonio con l'uomo che pensavo "adatto per me" si concludeva ... con una decisione dolorosa ma ormai obbligatoria... la mia natura spirituale con la sua aspirazione più materialista non erano più compatibili.
    E poi, la mia sete di conoscenze esplose letteralmente e non passava istante che potesse considerarsi "libero" senza avere davanti agli occhi un libro.
    Cercai notizie, ma soprattutto conferme alle mie nuove intuizioni, su libri di spiritualità, di psicologia, di ogni corrente di pensiero e di qualsiasi provenienza, ma anche rispetto alle nuove scoperte archeologiche, paleontologiche, (ricordate che volevo fare la scienziata?).
    Mentre cresceva la mia consapevolezza sulle potenzialità del mio spirito, nasceva anche l'esigenza di capire come mai nella normale cultura che apprendiamo a scuola tutte quelle cose non venivano assolutamente insegnate.
    Quante false notizie storiche, religiose, mediche, ecc., stavano e stanno impedendo all'Umanità di vivere meglio e più consapevole?
    A questo punto il mio idealismo acquariano emerse e, l'immagine del "versatore d'acqua" (dispensatore di vita e conoscenza), che rappresenta il segno stesso, divenne per me un modello da seguire: decisi di diffondere il più possibile nella mia quotidianità queste nuove informazioni di cui venivo sempre più in possesso e che mi stava facendo in tutti i sensi bene.
    Tutte queste nuove conoscenze avevano bisogno di scendere su un piano molto pratico e materiale, soprattutto nella mia realizzazione di un lavoro appagante per me e utile per i miei clienti.

    Nel seguire la nuova esigenza di personalizzare ancora di più la mia attività cercai un locale più grande per iniziare una produzione artistico-artigianale di prodotti cartacei.
    Il Cartonage, la legatoria, il decoupage divennero il mio lavoro principale, dove finalmente potevo esprimere con le mani la mia creatività, troppo soffocata negli anni precedenti. Album foto e quaderni rilegati a mano, scatole su misura, oggetti per la scrivania e piccoli complementi d'arredo, quali cassettiere porta-gioie, portaritratti, tutto creato su richieste personalizzate dei miei clienti.

    In una cartoleria, avanza sempre molta carta, e per me questo spreco di un così prezioso materiale era una mancanza di rispetto per Madre Terra e le sue creature "vegetali".
    Volevo trovare un modo per riciclare ed onorare la carta, materiale molto usato ma anche molto sottovalutato, nella nostra società del "consumo". Non mi ricordo cosa mi fece scattare la molla, ma ad un certo punto pensai di realizzare opere in carta pesta, sperimentando le due diverse tecniche di "carta-colla", utilizzando pezzetti di carta sovrapposti in più strati su un modello o stampo, e la tecnica di manipolazione di un impasto di carta macerata, la vera cartapesta, in acqua, colla e gesso, che mi permetteva più libertà espressiva.

    La mole di libri che continuavo a leggere, intanto, aumentava, ma ancora era un fenomeno personale, non ancora in condivisione. Un giorno, parlando con un cliente di uno di questi testi, mi venne chiesto dove avrebbe potuto acquistarlo. Stavo per inviarlo presso una libreria, quando, fui, finalmente, folgorata da un lampo di genio! Chiesi a mio padre, con cui avevo costruito l'arredamento del nuovo negozio, di realizzare un primo scaffale espositivo per i nuovi prodotti che avevo deciso di inserire nel mio negozio: i libri!
    Una "LIBRERIA"! Avevo finalmente una libreria tutta mia!
    Una libreria dove organizzare anche eventi culturali, presentazioni di libri, corsi e conferenze.
    E poi un giorno nacque l'idea di scrivere un libro.
    Più che un'idea, fu un'esigenza terapeutica.

    Non vi ho ancora fatto cenno del mio naturale e vasto amore per la Natura, le piante e gli Animali?
    Amore che fu messo in evidenza non tanto da me, quanto dall'ingresso, quasi forzato da una imprescrutabile volontà superiore, nella mia esistenza di un certo numero di gatti e cani.

    E siccome il mio libro aveva bisogno di una copertina, nello stesso periodo ho ripreso le matite in mano...
    Finalmente, i colori fluivano di nuovo dalla mia mano al foglio di carta, come quando ero bambina!!!
    Ancora una volta l'amore per i miei "pelosetti" riusciva a tirare fuori il meglio di me, e il desiderio di evocare la loro essenza più vera, dopo la loro ripartita, mi spingeva a realizzare i loro RITRATTI.

    Del perchè dei gatti e dei cani mi hanno portato a scrivere un libro, ve ne parlo sulla pagina dedicata ai miei libri.
    Ma la mia voglia di colorare non era del tutto soddisfatta.
    Avevo bisogno di relazionarmi con il colore puro, libero da forme e costrizioni.
    Molto spesso, durante le mie meditazioni, nello schermo mentale-visivo che si proietta ad occhi chiusi nella dimensione eterea dell'anima, flussi e onde di colori vivissimi venivano a comporre movimenti di luci e trasparenze indescrivibili.
    Sono colori che qui sulla terra definiremmo madreperlacei, pieni di brillantini e bagliori iridescenti, dorati, argentati, splendenti!
    Come riportarli su carta o tela?

    Dopo aver conosciuto gli studi di Masaru Emoto sull'acqua e sulla sua capacità di memoria delle emozioni, realizzai delle opere utilizzando colori acrilici, brillantini e porporine, acqua e ... le mie emozioni del momento.
    Sulla tela bagnata con abbondante acqua depositavo delicatamente i colori diluiti e le porporine, lasciando che i vari fluidi si mescolassero spontaneamente tra loro.

    Lasciavo poi che i sottili movimenti dell'energia dei miei sentimenti imprimessero alle molecole dell'acqua variamente colorata libere e armoniose combinazioni di mescolanze.
    Sono nati QUADRI variegati, sui quali figure di angeli, farfalle, esseri alati paiono apparire e volteggiare nell'area delimitata dalla tela incorniciata.

    Vi chiederete, ma allora il diploma da Ragioniere a cosa è servito?
    Siccome non mi piace sprecare il tempo e l'impegno profusi, in tutti questi anni ho sfruttato al massimo il diploma di ragionere:
















     

    ho tenuto la contabilità della libreria con il sistema Partita Doppia;
    ho impartito a vari studenti lezioni di ripetizione di matematica, ragioneria, storia e letteratura utilizzando anche metodi efficaci di PNL per una migliore comunicazione verbale;
    mi tengo informata sul settore finanziario, studiando e applicando i principi contenuti nei testi che potete trovare nel settore Libertà finanziaria, in quanto, come imprenditrice, so che devo assolutamente tenermi al passo con i profondi cambiamenti che l'economia attuale sta subendo;
    studio e applico le più moderne ed avanzate tecniche di marketing, necessarie al giorno d'oggi per continuare ad essere presente su mercato e migliorare i servizi ai clienti;
    sto imparando il linguaggio html per costruire le pagine del sito che state leggendo, seguendo le preziose istruzioni di Antonio;
    collaboro con imprenditori di vari settori in uno speciale consorzio per offrire ai nostri clienti i migliori vantaggi ed aumentare il volume d'affari delle nostre aziende.
    Ecc... ecc... ecc...



    E chiudo questa pagina ... invitandovi a seguirmi sul mio sito ...
    perchè l'avventura ...
    to be continued...

    vai alle recensioni del libro "Agenti speciali, alieni o angeli custodi?"




       


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